La crisi, vuoi o non vuoi, si è fatta sentire. Ha colpito le tasche degli italiani come mai era successo, costringendoli a stringere la cinghia da una parte, ad assumere impegni finanziari con le banche dell’altra. Per esigenze primarie, sia chiaro, ma trattasi pur sempre di impegni da onorare a scadenze fisse.
E proprio l’unione di queste due situazioni sembrano aver convinto le famiglie del Belpaese: meno prestiti personali, futilità ridotte allo zero. Parola d’ordine: risparmiare, risparmiare, risparmiare. Sempre, ed appena possibile, almeno sino a quanto il bilancio di casa non tornerà a sorridere.
A dimostrarlo, gli ultimi dati resi noti da Assofin, l’associazione che raggruppa gli operatori del credito italiani, la quale ha evidenziato come gli italiani abbiano ripreso a fare attentamente i conti, spendendo solo quando realmente necessario.
Quale testimone migliore per tale ideologia, che il -16,7% nel campo dei prestiti personali finalizzati. Si, quello destinati a beni di consumo, come automobili, cellulari e quant’altro, oppure a servizi di vario genere. Proprio qui, in quest’ambito, la crisi sta facendo sentire maggiormente i suoi effetti in avvio di 2010.
Ma anche per altre spese, legate magari a prestiti non finalizzati, ma anche - pensate – alle vacanze ‘a rate’, si registrano contrazioni abbastanza significative: in media, possiamo parlare di circa tredici punti percentuali persi, a sfavore delle banche.
E se i segni ‘meno’ li ritroviamo anche in modalità di prestito più ‘antiche’ e consolidate, come la cessione del quinto – parliamo, in questo caso specifico, di un +4,1% irrisorio, se paragonato al +27,9% del 2009 - il segnale di un’Italia tornata agli antichi fasti delle ‘formichine parsimoniose’ e lavoratrici è facilmente individuabile.
Certo, il prosieguo d’anno saprà dirci di più. Saprà dirci - si spera - di un paese con più attenzioni al portafogli, e meno istintivo, e più responsabilizzato rispetto agli ultimi mesi del 2009, quando la crisi sembrava per troppi solo una parola, e che invece ha bussato inesorabilmente alla porta assieme alle scadenze da rispettare.
di Matteo Aldamonte
[Immagine - Digilander]
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