Come avevamo avuto occasione di vedere nei giorni scorsi, il capitolo dei prestiti alle Piccole & Medie Imprese rappresenta una nota dolente per l’economia italiana odierna. Si era parlato di quello che viene definito come “Credit Crunch”, ovvero il processo per effetto del quale le banche si irrigidiscono, nei confronti delle aziende, nel concedere finanziamenti.

Ecco che le PMI italiane lamentavano, quindi, grandi difficoltà nell’allinearsi con le garanzie richieste dagli istituti di credito, ed al tempo stesso l’impossibilità di poter sostenere i costi derivanti dalle rate necessarie per i rimborsi dei prestiti.

Una situazione da cui uscire sembrava realmente difficile, insomma. Eppure, qualcosa si sta muovendo, e l’acceso dibattito attorno a questa situazione economico – finanziaria sta probabilmente portando qualcosa a muoversi nella direzione dell’accordo.

E’ di oggi, infatti, il raggiungimento di un patto importante tra Intesa San Paolo e le piccole imprese Assolombarda, con il quale il gruppo bancario metterà a disposizione delle PMI milanesi qualcosa come 350 milioni di euro “per favorire interventi specifici sulla liquidità e sulla patrimonializzazione delle imprese”.

Un finanziamento, quello del gruppo Intesa San Paolo, finalizzato a mettere a disposizione dei finanziamenti flessibili, gestibili dalle aziende anche in relazione alle proprie necessità economiche.

La traduzione di questa flessibilità ricercata potrebbe essere individuata, in primis, nella possibilità di rinviare la data qualora la società dovesse trovarsi in situazioni d’emergenza, per effetto delle quali le risulti impossibile poter sostenere il costo mensile del prestito.

Un aiuto in più per le PMI, le quali si rendono sempre più protagoniste di richiese ben precise, come spiega Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda: “Ci chiedono di trattare un costo del denaro inferiore – spiega il direttore – ma anche interventi di consulenza finanziaria, snellimento delle procedure burocratiche e maggiore identificazione degli interlocutori. La crisi ha colpito le imprese lombarde in un momento particolare, perché nel 2006-2007 l’economia della regione aveva ricominciato a correre”.

Ora non rimane che verificare gli effetti, benefici o meno, di questa mossa targata Intesa San Paolo, con il gruppo bancario che si è comunque dichiarato pronto ad aumentare la portata del finanziamento, qualora ce ne fosse bisogno. In aggiunta, la speranza è che anche altre regioni ed altre organizzazioni, sulla falsa riga di Assolombarda, riescano a stipulare accordi di questo tipo.

di Matteo Aldamonte


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