Continuiamo, qui su Ciak! Prestiti&Mutui, i nostri approfondimenti: ci soffermiamo quest’oggi su una specifica categoria di prestiti, ovvero i prestiti garantiti.
Regolati dal D.P.R. numero 180 del 5/1/1959, i prestiti garantiti rientrano totalmente all’interno della categoria dei prestiti personali, materia che abbiamo trattato già in precedenza su questo portale. Questa modalità di prestito è rivolta principalmente a dipendenti statali e privati.
Questi ultimi sono obbligati ad offrire, in sede di erogazione del prestito, una garanzia ricollegabile direttamente al proprio patrimonio. Solitamente, è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) a fungere da elemento garante per l’ottenimento del prestito; esso rappresenta un fattore importante anche per coloro i quali sono considerati “protestati o cattivi pagatori”, poichè l’essere un lavoratore dipendente presuppone l’aver maturato una quota di liquidazione sufficiente per la copertura del debito.
Un debito che nasce, quindi. Ma nei confronti di chi? La legge affida il diritto di erogazione del prestito a soli enti creditizi, oppure enti finanziari abilitati.
Tornando al nome di questa modalità di prestito, è interessante vedere come non servano motivazioni particolari al momento della richiesta di tale finanziamento personale; è necessario solamente fornire una garanzia tanto semplice quanto importante: la stabilità del posto di lavoro, che rappresenta automaticamente la sicura maturazione del TFR, punto di riferimento in caso di insolvenza.
Caratteristica importante, in fase di restituzione del prestito, è il tasso fisso, che appunto non varia per tutta la durata del prestito. Il prestatario in un certo qual modo non verrà mai coinvolto direttamente nelle operazioni di restituzione delle varie rate mensili: infatti l’addebito dei costi dovuti alla restituzione viene direttamente addebitato in busta paga.
Come detto, il prestito garantito è pensato appositamente per i lavoratori dipendenti, e proprio per tale motivo presenta una serie di vantaggi importanti:
- Possibilità di dilazionare il debito sino a 120 mesi, ovvero 10 anni;
- Nessun’altra garanzia al di fuori del TFR;
- Possibilità di ricevere il finanziamento anche con altri debiti accesi in contemporanea;
- Possibilità di richiedere il prestito nonostante siano state accertate insolvenze precedenti;
- Il prestito può essere estinto anticipatamente;
- Il prestito è rinnovabile anche prima, rispetto alla sua naturale scadenza.
Come detto, una possibilità di restituzione prevede l’addebitamento diretto dei costi in busta paga. Questo avviene attraverso la cessione di 1/5 dello stipendio, dichiarata e scelta dal lavoratore, con la quale egli accetta che gli venga trattenuta una cifra dalla busta paga.
Sempre in riferimento a quest’ultima, chiude il nostro approfondimento l’opzione del prestito – delega. Esso consiste, appunto, nel delegare il rimborso delle rate alla propria azienda, sempre avendo come base lo stipendio del lavoratore. Questo formula ha l’obiettivo di superare l’1/5 del proprio salario, che viene posto come limite nell’altra modalità; qui il limite si alza al 40% della busta paga.
di Matteo Aldamonte
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