Frenata abbastanza netta e clamorosa compiuta dal Governo in ambito mutui per l’acquisto della prima casa: l’attivazione del Fondo Solidarietà, già annunciata nei giorni scorsi e presentata anche su Ciak! Prestiti&Mutui, infatti, non è ancora quel che potrebbe apparire.

Sarebbe, in verità, una misura particolarmente utile ai consumatori: rispondendo ad alcuni requisiti - perdita del lavoro, scadenza del contratto a termine, e altre - diviene possibile inviare una richiesta di sospensione delle rate del mutuo per la prima casa, con gli interessi maturati nel periodo di sospensione che passano a carico delle banche aderenti.

Già pervengono le prime richieste circa le procedure per l’invio delle domande, perchè una boccata d’ossigeno come questa risulterebbe molto importante per diverse famiglie italiane. Ma c’è una brutta notizia: il Fondo Solidarietà non è ancora attivo, poichè mancano ancora una serie di adempimenti da parte del Governo.

Per la precisione, il dipartimento del Tesoro, sotto cui ricade la responsabilità dell’intervento, dovrà selezionare il cosiddetto Gestore, cioè una società a capitale interamente pubblico che avrà compiti fondamentali per il funzionamento del Fondo. Si parla, quindi, della gestione del sito internet dedicato al Fondo Solidarietà, di esaminare la veridicità della documentazione trasmessa dagli istituti di credito e procedere al rimborso dei costi sostenuti da questi.

E ancora: quasi certamente sarà necessaria la pubblicazione, sempre da parte del Ministero, di una serie di circolari per impartire istruzioni di carattere tecnico-operativo destinate alle banche, oltre che allo stesso gestore. Tali comunicati avranno anche il compito di sciogliere una serie di dubbi abbastanza pressanti dalla parte dei consumatori: il regolamento parla di mutuo per l’acquisto della prima casa e non si fa riferimento ai prestiti accesi per la costruzione o per la ristrutturazione dell’abitazione. Si parla, poi, di finanziamenti a tasso fisso e a tasso variabile, ma non si fa menzione delle forme intermedie (con “cap”, rata fissa, con opzione), e nemmeno si accenna ad una possibile estensione ai mutui cartolarizzati o a quelli rinegoziati o trasferiti a una nuova banca grazie alla portabilità.

E ancora: chi ha già usufruito di altre agevolazioni (il piano dell’Abi in primis) potrà comunque richiedere di accedere al Fondo Solidarietà? Insomma, tante le domande per un aiuto importante, si, ma sul quale vi sarebbe dovuta essere una chiarezza maggiore sin dal principio.

di Matteo Aldamonte


Ciak! on Facebook

Versione Stampabile:

Stampa questo articolo

  1. Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?