La crisi c’è, si fa sentire un po’ in ogni campo. Quello dei mutiui non è chiaramente escluso, ed anzi l’alta finanza, le mosse legate alla Banca Centrale Europea e in generale alle considerazioni dei Governi del Vecchio Continente hanno il potere di influenzare in maniera significativa anche il rapporto con il proprio finanziamento dei singoli consumatori.

In che modo? Vediamo insieme su Ciak! Prestiti&Mutui in che modo la realtà economico-finanziaria dell’Europa è in grado di “toccare” i mutui degli italiani.

I tagli della Bce

In primis, c’è da sottolineare - e questo riguarderà soprattutto i titolari di un mutuo a tasso variabile - che la Banca Centrale Europea ha provveduto a tagliare i tassi di riferimento dopo gli aumenti dei mesi scorsi: ora si viaggia sull’1,25% con un balzo all’indietro di venticinque punti base.

Questa situazione gioverà ai titolari di un tasso variabile, come si diceva. Sì, perchè una diminuzione dei tassi di riferimento porta l’Euribor verso il basso e riduce la spesa dei mutuatari: il risparmio stimato dagli esperti è compreso fra i 100 e i 150 euro per ogni 100mila euro presi a prestito. “L’impatto è tanto più significativo quanto maggiori sono il debito residuo e la durata del mutuo“, si legge su Il Sole 24 Ore.

Va sottolineato, tuttavia, come i titolari di un mutuo a tasso fisso non noteranno cambiamenti in seguito alle modifiche della Bce sui tassi.

Lo Spread BTp-Bund

Alta l’influenza sui mutui, ancora una volta quelli a tasso variabile.

La crisi del debito pubblico europeo e le difficoltà delle banche hanno infatti costretto la Bce a invertire la politica monetaria e compiere un passo indietro con i tassi di interesse. Un passo indietro che indirettamente influisce sull’Euribor e dunque porta le percentuali dei variabili nel nostro paese a scendere.

I tassi (sia quello Bce, sia l’Euribor) sono previsti in ulteriore discesa dagli analisti, pertanto le famiglie potranno approfittare di rate “leggere“ ancora per alcuni anni.

Da fisso a variabile?

In primo luogo, non dimenticate che l’accordo con la vostra banca è importante: dovete essere certi di poter passare da un tasso all’altro, magari tramite surroga o comunque rinegoziando i termini del finanziamento.

Detto questo, la valutazione è molto soggettiva: passando al variabile, sapete di potervi garantire uno “sconto” sulla rata, visto che si possono trovare tassi a partire dal 3,5% (contro il 5-6% medio dei fissi in corso). Ma durerà? Gli analisti sostengono che l’Euribor riprenderà a salire in futuro. Sareste pronti a fronteggiare un nuovo aumento dei tassi?

di Matteo Aldamonte


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