“Possiamo dire con moderatissima soddisfazione che il 2009 è stato un anno molto difficile, ma che non è stato un anno drammatico”. Non così drammatico: negli ultimi giorni dell’anno, lo stesso è stato definito con questa parole da Corrado Faissola, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

Il numero uno dell’Abi, associazione al centro dell’attenzione in queste settimane a causa delle misure anti – crisi legate all’ambito di mutui e prestiti per consumatori e imprese, ha oggi illustrato la situazione economica del Belpaese, nella consueta conferenza stampa riepilogativa di fine anno.

“Che questa crisi sia stata tenuta, sia pure a fatica, lo si vede dall’azione che nel nostro Paese è stata condotta dal Governo e dalle associazioni imprenditoriali delle diverse categorie, tra cui naturalmente anche l’Abi, che ha avuto sempre di mira un unico obiettivo: quello di permettere ai nostri risparmiatori e alle imprese, soprattutto a quelle medio-piccole, di superare la fase più acuta della crisi. Oggi stiamo progettando già obiettivi che guardano al futuro”, ha detto ancora Faissola.

E ancora, soffermandosi sulla situazione attuale delle banche italiane: “Le nostre banche hanno dimostrato di non avere difficoltà particolari anche in settori che non sono loro congeniali, perché il 60% delle nostre attività sono concentrate sui finanziamenti alle imprese”.

Proprio Faissola, nei mesi scorsi, aveva precisato come sarebbe stato improprio parlare, in Italia, di stretta creditizia (Credit Crunch) nei confronti delle Piccole & Medie Imprese (Pmi). Ed il presidente dell’Abi, anche in questa occasione, ha ribadito “Parlare di credit crunch nel nostro paese è assolutamente improprio”.

Ma le orecchie delle famiglie italiane si sono tese soprattutto quando Corrado Faissola ha aggiornamento il paese sullo stato di avanzamento, per quel che riguarda l’entrata in vigore, del Piano Famiglie, e pertanto della Moratoria sui mutui.

“Stamattina - ha spiegato – nel comitato esecutivo abbiamo definitivamente approvato il progetto denominato ‘Piano famiglie. L’accordo riguarderà i mutui non superiori a 150 mila euro e ne beneficeranno le famiglie che si sono trovate in difficoltà nel corso del 2009 (chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte). Il reddito del titolare del mutuo non dovrà superare i 40 mila euro annui”.

di Matteo Aldamonte


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