La caduta degli indici Euribor non sembra conoscere fine. L’indicatore di riferimento dei mutui a tasso variabile continua a scendere, è decisamente in picchiata da settimane e punta dritto fino ai minimi storici.

Nella giornata di ieri l’ultimo aggiornamento, proveniente dalla European Banking Federation, dalla quale si evince che l’Euribor a 3 mesi è scivolato allo 0,753% mentre l’indice a un mese si è portato a quota 0,41%. Questi valori, particolarmente bassi, sono il risultato di un calo costante da parte dell’indicatore, iniziato il 20 Luglio scorso - quando è esplosa la crisi dei debiti sovrani con il temuto contagio della Grecia nella periferia dell’Eurozona - e mai più arrestatosi, fino ad oggi.

Ormai il calo dell’Euribor ha superato di gran lunga il taglio dei tassi di riferimento da parte della Banca Centrale Europea, coi valori che in questo caso sono fermi all’1%. L’Euribor è più in basso ed ora si appresta a toccare i minimi storici, quelli raggiunti nel Marzo 2010, quando l’Euribor a 1 mese toccò lo 0,397% e il trimestrale piombò 0,634%.

Chi è titolare oggi di un mutuo a tasso variabile sarà indubbiamente contento della situazione.

Il Sole 24 Ore stima, infatti, che su un mutuo di 150mila euro da rimborsare in 25 anni, la rata di maggio sarà meno cara di circa 50 euro. “Niente male in un periodo in cui tra Imu, rincari della benzina, bolli e nuove tasse c’è chi stima che le famiglie italiane dovranno sborsare tra i 2-3mila euro in più dello scorso anno”, si legge sulle pagine online del noto quotidiano.

Per quanto riguarda i nuovi mutui, l’offerta variabile è ora la più praticabile a livello di costi. Il divario con il fisso, nel confronto tra le migliori offerte, si attesta ormai intorno a 250-300 punti base. Movimenti futuri permettendo, anche se le previsioni danno certezze in tal senso: fino al 2016 l’Euribor dovrebbe rimanere sull’1%, a meno di particolari sorprese riguardanti una improvvisa ripresa dell’economia europea.

di Matteo Aldamonte


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