Gli ultimi mesi per l’Euribor, l’indice finanziario che influisce direttamente sui tassi applicati dalle banche nei mutui a tasso fisso, ha vissuto un periodo particolare nell’ultimo anno: ai minimi storici e sotto il punto percentuale, è tornato a salire lentamente in questi mesi di chiusura del 2010, per poi scendere nuovamente.

Particolarmente adatto, in tal senso, l’esempio dell’Euribor a tre mesi: dallo 0,635% di Marzo è cresciuto sino all’1,049% di Novembre. Poi la discesa: il 23 Dicembre scorso il valore percentuale era dell’1,015%.

E nel 2011 cosa devono aspettarsi i consumatori?

Gli esperti parlano di moderato rialzo. In numeri, basandoci sull’Euribor a 3 mesi, quest’ultimo si tradurrebbe nell’1,055% di Marzo, per arrivare all’1,32% a Settembre e all’1,485% a fine Dicembre, quindi in chiusura di 2011.

Evitando quindi particolari stravolgimenti di natura economica, l’Euribor (sempre a 3 mesi) dovrebbe crescere di 50 punti percentuali nel corso del nuovo anno. Se parlassimo di un mutuo ventennale di 100mila euro, l’aumento mensile sulle rate sarebbe praticamente di 12 euro.

Un aumento in cifre di lieve entità, che mantiene il prestito a tasso variabile il più conveniente, soprattutto se ci rapportiamo con i 200 punti base di aumento che dovrebbero riguardare, nel 2011, proprio il tasso fisso.

Ma occhio anche al futuro. Un Euribor basso oggi può voler dire anche risparmio, ma i contratti future proiettano l’Euribor a 3 mesi al 2,145% a fine 2012, al 2,745% a fine 2013 e al 3% a Giugno 2014. E la soglia del 3% è importante, perchè vorrebbe dire un ritorno totale alla normalità sui mercati. Quindi rate normali.

Cosa vuol dire tutto questo?

In pratica, chi sottoscrive un tasso variabile oggi ha un risparmio maggiore al fisso per 30 mesi. Mentre poi, sempre sottoscrivendo il finanziamento in questi mesi, la situazione si invertirebbe: chi è titolare di un mutuo a tasso fisso avrebbe un risparmio maggiore, oltre che una costanza sull’importo delle rate.

E’ questa la reale situazione a cui prestare attenzione nella scelta. Serve una valutazione complessiva, basata sull’intera durata del mutuo.

di Matteo Aldamonte


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