Fine dei risparmi, la crisi incombe sulle famiglie italiane. L’estate 2010 sembra essere, secondo esperti e famiglie, quella del passaggio definitivo dal periodo in cui le risorse famigliari accumulate nei mesi scorsi erano bastate a fronteggiare le esigenze quotidiane, al momento attuale: l’Italia non riesce a fare più i conti nemmeno con la quotidianità, con la vita di ogni giorno.
Colpa, appunto, della crisi che attacca i portafogli del Belpaese. Lo aveva già fatto tempo addietro con imprenditori ed aziende, uniti in coro nel lamentare le difficoltà, tramutate sempre più spesso in bilanci caratterizzati dal segno ‘meno’ dinanzi alle cifre totali. Ed oggi, come detto, tocca alle famiglie, che vedono in primo luogo i risparmi diminuire, nel giro di un anno, di oltre 40 punti percentuali.
Una tendenza, questa, che trova conferma nei dati resi noti da Istat e Abi, circa il mercato del lavoro e quello dei mutui. Interessante è quest’ultimo, dove risulta sempre più (tristemente) ‘azzeccata’ la scelta di prolungare i termini della Moratoria, la misura grazie alla quale è possibile sospendere sino a 12 mesi il pagamento delle rate mensili.
Sono 3,2 i miliardi di euro inerenti i mutui sospesi, nel periodo compreso tra il Gennaio ed il Giugno 2010, con quasi 24mila famiglie che hanno scelto di adottare questa misura per necessità. Tra gli ‘eventi’ che hanno portato alla scelta della Moratoria, si individuano i casi previsti dalla legge, quali cassa integrazione, mobilità o licenziamenti.
Grazie, quindi, alla sospensione dei mutui è stato possibile liberare 155 milioni di euro in quanto a liquidità, ovvero all’incirca 6.800 euro per ognuna delle famiglie. Dati anche per quanto concerne la ‘geografia’ della Moratoria: il 58,4 per cento delle richieste, infatti, è giunto dal nord del paese, mentre sud e centro fanno registrare, rispettivamente, il 22 ed il 19 per cento.
Altre informazioni arrivano direttamente dal rapporto dell’Abi, l’Associazione Bancari Italiani, la quale sottolinea come “soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l’intera rata (90% dei casi), mentre la causa più frequente che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni “in bonis” (senza ritardi nei pagamenti) è stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario”.
In merito al discorso ‘disoccupazione’, invece, questa ha raggiunto l’8,5 per cento, con oltre 2 milioni di persone senza lavoro (in numero assoluto si tratta di 2.129 mila); un giovane su tre non ha una occupazione e il 2 per cento della forza lavoro sfugge alle statistiche ufficiali perché ha praticamente rinunciato a cercare lavoro
di Matteo Aldamonte
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