“Prestiamoci ha ottenuto da Banca d’Italia l’autorizzazione a operare nell’ambito del prestito tra persone”. Viene lanciata così, con un comunicato datato allo scorso 18 Settembre, la nuova frontiera dei prestiti in denaro: il person – to – person, ovvero “da persona a persona”.
Sulla scia delle varianti e degli esempi proposti già da paesi esteri, quali la Spagna e la Germania, il gruppo italiano “Prestiamoci” metterà a disposizione, infatti, la “prima comunità di prestiti tra persone nata in Italia per il mercato italiano, a partire dal software che gestisce il marketplace che è stato realizzato ad hoc per questo progetto”.
Tutto sarà informatizzato, come spiegano dalla direzione del nuovo sito internet. Per un metodo che ricondurrà la banca alla sua funzione originaria: contenere e conservare il denaro che le viene affidato. E proprio il denaro al suo interno compreso, sarà oggetto di una serie di transazioni tra i diversi clienti, sempre passando per il sistema informatizzato online, messo a disposizione dall’istituto bancario, e “al momento sicuro”, giurano.
Tornerà di moda quella che viene definita dallo stesso staff di “Prestiamoci”, come una pratica antichissima: il prestito, appunto, da persona a persone. Per essere “utili a sé, utili agli altri”, come recita il motto.
La banca di riferimento, per la conservazione dei soldi ed il loro spostamento, sarà Banca Sella. A disposizione, quest’ultima, per tutte le operazioni necessarie, ma senza l’obiettivo di aumentare il margine sul tasso di interesse, bensì con quello di ingrandire il numero di transazioni, condividendo i benefici con chi presta e con chi riceve.
Si mirerà al prestito non persona – a – persona, ma molti – a – molti, quindi. Per un servizio che mira ad inglobare, pertanto, non solo il singolo in cerca di un prestito o avente denaro da prestare, ma anche le piccole aziende in difficoltà economiche.
Si tratterà, in definitiva, di una misura importantissima per quanti vedono nelle banche il sinonimo di tasso d’interesse e difficoltà economiche ancora più ampie e prolungate. Rimane da verificare, ora, il grado di informatizzazione ed innovazione del pubblico italiano, da sempre tradizionalista e poco propenso a misure immediate e rivoluzionarie.
In ogni caso, l’idea di Prestiamoci potrà rivelarsi interessante ed utile. Ed è per questo, che potrà essere utile visitare, per qualsiasi tipo di approfondimento, il sito ufficiale del progetto.
di Matteo Aldamonte
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ciao,
vi rubo un momento per aggiornarvi sull’avventura di Prestiamoci.
Qui potete trovare i primi numeri a tre mesi dal lancio: https://www.prestiamoci.it/newsletter
A presto!
Micaela – Prestiamoci