Il momento dell’economia mondiale ed europea non è dei migliori, questo è cosa nota. Le famiglie arrancano, far fronte a scadenze e impegni presi con gli istituti di credito è una vera impresa, anche richiedere un nuovo finanziamento è divenuto difficilissimo, praticamente un’utopia: la chiamano ‘stretta creditizia‘, si traduce nell’inasprimento dei requisiti minimi per accedere a prestiti e mutui.

La situazione sembra destinata a risollevarsi, tuttavia, nelle settimane future. I tassi di interesse sono in calo – in particolar modo l’Euribor, indice che regola i tassi variabili -, mentre lo Spread dovrebbe muoversi verso il basso nelle prossime settimane; il tutto è dovuto alle forti iniezioni di liquidità operate sui mercati europei dalla Banca Centrale Europea.

Proprio di questo ha parlato l’italiano Mario Draghi, l’attuale presidente della Bce, il quale ha risposto di recente ad una interrogazione degli europarlamentari Mario Borghezio e Francisco Sosa Wagner, riguardante proprio i prestiti ingenti della Bce. “L’ondata di prestiti ha almeno permesso di scongiurare un stretta creditizia e in ultima analisi gioverà all’economia reale”, ha spiegato lo stesso Draghi. La liquidità come mezzo per evitare il famoso Credit Crunch, dunque. Ovvero il fenomeno per effetto del quale gli istituti di credito sono restii a concedere denaro ai potenziali clienti, che essi siano aziende o cittadini.

Non si spengono, in ogni caso, le polemiche legate proprio alle difficoltà di accesso al credito per gli italiani, in un momento complicato come quello attuale.

Il presidente della Bce si è giustificato spiegando come la Banca Centrale Europea non possa “imporre restrizioni su come le istituzioni finanziarie utilizzano la liquidità fornita nelle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema”.

di Matteo Aldamonte


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