Tra Moratorie, Fondi della Solidarietà, sospensioni di rate, tassi che scendono e interessi che maturano, a crescere - e c’era da aspettarselo – è il grado di indebitamento delle famiglie italiane, come rileva l’ultima analisi di mercato circa il mercato dei finanziamenti condotta da Bankitalia.

La differenza in numeri è già ampia tra il mese di Giugno e oggi: cinque miliardi di euro, che divengono cento se il rapporto viene fatto tra il Giugno del 2009 ed il periodo più recente. Insomma, una crescita sicuramente importante, che riflette la situazione del Belpaese, ancora costretto a correre dietro a rate e debiti con gli istituti di credito, senza dimenticare la situazione difficile delle imprese che si riflette inevitabilmente sulle buste-paga.

Rimanendo in tema di cifre, l’indebitamento generale della penisola si attesta attorno ai 580 miliardi di euro, come detto con un trend di crescita particolarmente significativo rispetto allo scorso anno. Il 2010 doveva essere l’anno della ripresa, dicevano. Ripresa che non c’è stata per il momento, e che costringe l’Italia – il paese dei risparmiatori, sino a qualche stima fa – a dover far fronte a dure realtà e a bilanci familiari in rosso.

Alla base di questa crescita dell’indebitamento, sempre secondo il rapporto stilato da Bankitalia, ci sarebbe la componente dei prestiti con durata oltre cinque anni: i mutui, nello specifico. Il loro grado sale, rispetto allo scorso anno, di oltre il 26 per cento, attestandosi attorno ai 342 miliardi di euro.

E come detto, l’indebitamento nel campo dei mutui cresce assieme al rapporto degli stessi con le ultime misure del Governo: sospensione delle rate, che però non cancellano i debiti, ma li posticipano soltanto, dando un po’ di (momentaneo) respiro alle famiglie.

Diversa la situazion nel campo dei prestiti a breve termine: qui la crescita c’è stata, ma in maniera moderta. Si va dai 37,5 miliardi di euro dell’anno passato, ai 31,8 miliardi del luglio del 2009.

di Matteo Aldamonte


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