La lentezza e le modalità macchinose della giustizia italiana, inutile ricordarlo, sono tristemente note ai più. Di questo si accorgono soprattutto alcuni soggetto costretti ad entrarvi dentro, per risolvere problematiche e controversie d’ogni genere.

Può capitare di incontrare discordanze, e di dover finire dinanzi ad un giudice, anche nei rapporti con i vari intermediari finanziari, come gli istituti bancari, oppure - perchè no - anche le più semplici poste italiane, attraverso l’operato dei suoi sportelli operativi.

A partire dall’immediato futuro, tuttavia, questo procedimento che prevedeva il necessario coinvolgimento dinanzi ad una corte giuridica, potrà essere evitato. Infatti, è nato un nuovo organo autonomo, controllato direttamente dalla Banca d’Italia: l’Arbitrato Bancario Finanziario.

Come detto, esso è un organismo autonomo, e quindi esterno a quella che è la struttura della magistratura italiana. Esso avrà, appunto, il ruolo di porsi imparzialmente nel mezzo delle problematiche emerse tra consumatori e intermediari finanziari.

Questi ultimi, pertanto, sono soggetti al giudizio dell’Arbitro. Di conseguenza, le banche, gli intermediari iscritti negli elenchi previsti dal Testo unico bancario, gli istituti di moneta elettronica che operano in Italia, Poste italiane per le attività di Bancoposta e le banche e gli intermediari esteri che operano in Italia, dovranno prestare maggiore attenzione nel servizio.

A formare l’Arbitrato Bancario Finanziario, cinque membri, di cui due nominati dalle associazioni dei consumatori e di categoria e tre dalla Banca d’Italia. Sarà quest’ultima, nel giro di pochi mesi - almeno, così è stato assicurato - ad emettere il verdetto.

Per poter accedere a questo servizio introdotto nell’universo commerciale del Belpaese, tuttavia, i cittadini dovranno avere come riferimento una precisa procedura da rispettare: dapprima dovranno presentare un regolare reclamo presso la banca; qualora questa non dovesse rispondere, sarà possibile rivolgersi all’Arbitrato via web, con posta elettronica certificata oppure per posta tradizionale, via fax o addirittura a mano.

Premettendo che non è necessario alcun supporto da parte di professionisti legali (avvocati), l’Arbitro, in conclusione, potrà emettere decisioni riguardanti operazioni e servizi bancari e finanziari, come ad esempio i conti correnti, le carte di credito (anche revolving), i mutui, i prestiti personali fino a 100.000 euro.

Esclusi dalla mansioni dell’organo, invece, servizi ed attività di investimento quali la compravendita di azioni ed obbligazioni, od operazioni in strumenti derivati che sono di competenza del sistema di conciliazione ed arbitrato della Consob.

di Matteo Aldamonte


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