Mentre negli USA i dati legati all’occupazione lasciano sentori positivi in merito ad una più immediata ripresa economica, l’Europa si prepara a vivere un momento di particolare difficoltà, legato alla recente crisi interna che sta riguardando l’economia della Grecia.

In questo clima di suddivisione tra quanto di buono giunge dall’oltreoceano, e quanto di negativo, invece, arriva dalla terra ellenica, la Bce (Banca Centrale Europea) ha sottolineato il clima di incertezza, senza tralasciare la possibilità di eventuali ricadute.

Nel frattempo, gli analisti si sono mossi nel tentativo di creare un quadro previsionale per quanto riguarda due indici molto importanti per l’economia del Vecchio Continente: l’Euribor, alquanto significativo per quelli che sono i mutui a tasso variabile, e l’Irs (Interest Rate Swap).

Andando con ordine, l’Euribor non dovrebbe innanzitutto subire ripercussioni da parte della situazione economica della Grecia, almeno rimanendo alla base annuale: la situazione ellenica, qui, non ha creato grandi sconvolgimenti, lasciando l’indice dei tassi variabili invariato, attorno ai minimi storici.

Cambia il discorso per l’Euribor a tre mesi, oggi sullo 0,715%, ha visto scendere le sue quotazioni in maniera significativa: se solo la scorsa settimana si parlava dell’1,20% a giugno 2010, dell’1,89% a dicembre 2010 e del 2,72% a dicembre 2011, oggi le percentuali dicono rispettivamente 1,10%-1,73%-2,58%.

Investono al ribasso, quindi, i mercati. Tutto ciò in attesa di una ripresa economica vista, ad oggi, come alquanto lenta e piena di incognite, legate soprattutto alle situazioni di Grecia, ma anche Dubai ed Illinois. Potrebbe prolungarsi, in definitiva, il periodo di tassi variabili bassi, con una risalita ben più “calma” rispetto alle previsioni di qualche tempo fa.

Si fa sentire, eccome, il momento greco sull’indice Irs. La situazione odierna sta spingendo gli investitori, infatti, verso mercati differenti, dove porre al sicuro i propri capitali in attesa della chiusura di 2009.

Tutti si sono lanciati su quello che viene considerato il titolo più sicuro del panorama finanziario europeo: il Bund decennale tedesco. Questo ha comportato un calo del rendimento dal 3,24% di venerdì scorso al 3,14% di oggi.

di Matteo Aldamonte


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