La fotografia di un momento difficile. A scattarla è stata nientemeno che la Banca Centrale Europea, in occasione del rapporto periodico inerente la domanda di prestiti da parte dei privati negli istituti bancari del Vecchio Continente.

I risultati, come si diceva, non sono stati positivi, ed anzi si è verificata una situazione storica, praticamente mai affrontata dall’universo finanziario continentale: la variazione dei prestiti ai privati, nella zona euro, infatti, ha fatto registrare dati negativi.

Un’assoluta novità per il mercato dei finanziamenti. Non era mai accaduto. C’è sempre una prima volta: il mese di Settembre 2009. Ed ora la preoccupazione, da parte degli operatori economici, non è poca.

A riportare la calma, come accade spesso in queste situazioni, ci hanno pensato gli analisti: per loro, la ripresa del mercato dei prestiti è imminente.

Una diminuzione su base mensile, che non veniva registrata addirittura dal 1991. Insomma, non proprio ieri. Ed è per questo che, sebbene il passo indietro sia stato minimo, la sorpresa è stata tanta: si è passati dal +0,1% di Agosto, ad un inaspettato -0,3% dello scorso Settembre.

Sono cauti, comunque, gli economisti. “Il calo su base annua - spiega Nick Kounis, economista di Fortis – catturerà la fantasia di tutti, ma in realtà è un indicatore isolato su quanto sta succedendo. Uno degli sviluppi maggiormente degno di nota è quello dei dati mensili. Abbiamo visto diversi mesi di rialzo nei prestiti alle famiglie, specialmente per quanto riguarda i prestiti immobiliari, quindi ci sono i segnali di una svolta”.

L’incremento dei prestiti alle famiglie, in effetti, si è realmente verificato. Ed in maniera più che tangibile: l’aumento è attestabile attorno ai quattordici miliardi di euro solo nel mese di Settembre. Tutt’altro che spiccioli.

Insomma, aldilà della sorpresa, sarà bene dare ascolto agli analisti. Il segno “meno” di Settembre non è altro che un caso isolato, un indicatore a cui non attribuire un peso eccessivo. Lavorare, per allontanare la crisi sempre di più. Questa è la parola d’ordine.

di Matteo Aldamonte


Ciak! on Facebook

Versione Stampabile:

Stampa questo articolo

  1. Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?