A tutto c’è un limite. Soprattutto in tema di soldi. In questa materia, e nel rapporto tra finanziatori e famiglie, la Banca d’Italia ha ritenuto opportuno fissare una percentuale-limite, al di sopra della quale un determinato tasso è da considerarsi usuraio.

Proprio a ridosso della chiusura di 2009, la stessa Bankitalia ha rinnovato la lista, per le diverse categorie di mutui, prestiti ed attività bancarie, dei limiti riguardanti i tassi d’usura. Le nuove normative sono state pubblicate in data odierna sul sito del ministero dell’Economia, con l’applicazione sarà trimestrale, e prenderà il via il prossimo 1 Gennaio 2010 (sino al seguente 31 Marzo 2010).

La soglia verrà innalzata, rispetto al termine dell’anno in corso, nel primo trimestre del 2010, ma solamente per quel che concerne i mutui a tasso fisso, si passa dal 6,69% all’8,04%. Nei tassi variabili, al contrario, la percentuale è stata abbassata e portata al 4,38%.

Inoltre, uscendo dal campo dei mutui, sono stati fissati i tassi anche per altre categorie che riguardano direttamente l’universo bancario. Eccone la lista completa:

  • Conti Correnti “garantiti e non”, fino a 5mila euro
    19,27%
  • Conti Correnti di importo superiore a 5mila euro
    14,39%
  • Scoperti senza affidamento, fino a 1.500 euro
    19,68%
  • Anticipi e sconti, fino a 5mila euro
    15,39%
  • Anticipi e sconti oltre 5mila euro
    8,15%
  • Leasing, sino a 25mila euro
    21,47%
  • Leasing oltre 25mila euro
    19,01%
  • Beni strumentali, sino a 25mila euro
    15,50%
  • Beni strumentali oltre 25mila euro
    9,84%

E’ interessante conoscere i criteri secondo i quali la Banca d’Italia ha operato, per poter così stilare la suddetta lista di tassi usurai. Oltre, naturalmente, ai tassi d’interesse del mercato, sono stati tenuti in considerazione anche come le spese di finanziamento, le polizze assicurative, i compensi di mediazione, oppure tutte le forme di remunerazione diverse dal tasso di interesse.

di Matteo Aldamonte


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