E’ una situazione in chiaro-scuro, quella che emerge dal consueto rapporto mensile dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) circa lo scenario bancario nel nostro paese. Fattori positivi e negativi si intersecano, formando una situazione per l’appunto controversa.
Raddoppiano le sofferenze nell’ultimo biennio, tanto per cominciare. Rispetto al mese l’aumento è stato del +1,3% con sofferenze lorde pari a 92,24 miliardi, ma ciò che sorprende è l’incremento rispetto al 2010: +50% soltanto al termine dell’anno scorso.
E non è finita qui. Secondo l’Abi, infatti, l’aumento è stato ben più corposo tra 2009 e 2011, con un rialzo del +112,4% rispetto ai 43,42 miliardi denunciati dal sistema nel Febbraio 2009.
Cosa migliora? I finanziamenti alle imprese, finalmente.
La ripresa è netta, testimoniata dai numeri secondo i quali a Febbraio si è infatti registrata un’accelerazione del trend dei finanziamenti: +5,1% con crescita in particolare nel comparto dei finanziamenti bancari alle piccole imprese, per i quali il miglioramento è stimato al +3%, valore che raggiunge il +4,8% per le famiglie produttrici.
Si somma allo scenario positivo delle imprese, poi, il consolidamento fatto registrare anche nel settore dei finanziamenti ai privati. Prestiti bancari a famiglie e società non finanziarie, infatti, vedono un incremento del 5,8% a un totale di 1.492 miliardi, appena sotto la performance di Febbraio (+6,3%) e comunque sopra la media (+2,5%) registrata nella zona Euro.
Miglioramento, infine, anche per quanto riguarda la raccolta bancaria (depositi e obbligazioni), risultata pari a 2.186 miliardi di euro. In termini percentuali si parla di un +2,9% in lieve miglioramento rispetto al pur positivo +2,6% del Febbraio scorso.
Il rapporto Abi si chiude con i tassi sui mutui, i quali non fanno segnare grandi novità: si rimane attorno al 3,05% nel mese di Marzo.
di Matteo Aldamonte
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