L’Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha reso noto, nella giornata odierna, una serie di dati molto significativi inerenti mutui e prestiti nelle famiglie italiane, con riferimento sia al lungo che al breve periodo.

Il mattone rappresenta un investimento sempre sicuro, perchè gli italiani, nonostante tutto, acquistano case. A questo dato, si collega direttamente il mercato dei mutui. Perchè quando l’investimento costituito da una casa non è sostenibile direttamente dalle proprie tasche, arriva in soccorso la banca.

Questa usanza, questo rapporto tra famiglie e istituti bancari, si è consolidato in maniera importante nell’ultimo decennio. E’ quanto emerso dall’analisi condotta dall’Abi, secondo la quale, negli ultimi nove anni, le consistenze degli impieghi alle famiglie consumatrici sono cresciute con un trend positivo raggiungendo ad agosto 2009 i 382,1 miliardi di euro.

E nello specifico, ben il 62,8% degli abitanti del Belpaese richiede, come finanziamenti, per l’appunto un mutuo, raggiungendo un valore pari a circa 239,9 miliardi di euro.

Rimane comunque basso, rispetto al resto d’Europa, il grado di indebitamento degli italiani. Ha spiegato meglio la situazione, il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini: “le famiglie italiane che hanno contratto un finanziamento rappresentano circa il 26% del totale, con un valore medio del debito per famiglia di circa 10.000 euro”, ha spiegato.

“Il livello di indebitamento delle famiglie italiane e’ ancora notevolmente basso rispetto a quanto registrato nei principali Paesi Europei” – ha poi aggiunto Sabatini – “Alla fine del 2008 i debiti finanziari complessivi delle famiglie (sia consumatrici che produttrici) erano di poco inferiori al 60% del reddito disponibile. Il grado di indebitamento, sebbene cresciuto nel corso del passato decennio, e’ ancora inferiore alla media dell’Area dell’euro (93%)”.

di Matteo Aldamonte


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