Nel post di ieri abbiamo analizzato la situazione che si prospetta nel 2011 per quanto riguarda il tasso variabile e quindi l’indice Euribor, con l’influenza che i movimenti di quest’ultimo potranno avere sui consumatori, sui mutuatari.
Oggi ci occupiamo invece dei tassi fissi, e possiamo dirlo: chi stipula oggi un mutuo a tasso fisso fa certamente un affare. Questo perchè i parametri con cui le banche stanno calcolando le rate, in relazione all’indice finanziario Eurirs – parente del più famoso Euribor -, hanno raggiunto i minimi storici.
Spread compreso, quindi, si riesce a stipulare un mutuo a tasso fisso con un tasso del 4%, percentuale molto vantaggiosa, soprattutto se consideriamo che si parla di un finanziamento a lungo termine, della durata di 20-30 anni e che quindi rappresenta un debito a lungo termine per la famiglia.
Ma come si muoverà nel corso del 2011 l’Eurirs, condizionando quindi i tassi fissi? L’indice finanziario è a sua volta influenzato dall’andamento dei tassi a lungo termine e dai Bund, le obbligazioni emesse dal governo tedesco, considerato il titolo più affidabile nell’eurozona.
I tassi dei Bund crescono, quando dall’altra parte diminuisce la domanda degli stessi. Quest’ultima scende quando il mercato è disteso, tranquillo e quindi si vive una situazione di ripresa economica, di ‘normalità’ dei mercati. Gli Eurirs aumenterebbero (e con essi le rate dei mutui a tasso fisso) qualora, pertanto, l’economia europea desse nuovi segnali di ripresa.
Naturalmente il procedimento inverso porterebbe tassi fissi sempre minori, andando a fare la fortuna di quanti desiderano un finanziamento dalle rate costanti per tutto il periodo della sua durata.
In definitiva, il discorso globale vede i tassi variabili attualmente più convenienti, ma non in prospettiva. Il mutuo ha un’ampia durata (20-30 anni circa, dicevamo prima), quindi bisogna compiere questa valutazione: meglio risparmiare sino al 2014 con un tasso variabile, per poi pagare qualcosa in più? Oppure stipulare oggi un mutuo a tasso fisso a condizioni vantaggiose, godendo del risparmio nel lungo periodo?
di Matteo Aldamonte
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