Banche e imprese sono d’accordo: sarà rivista la regolamentazione che prevede, nei mutui, la possibilità di modificare unilateralmente i contratti stipulati tra gli stessi istituti di credito e le Pmi italiane.
La modifica dovrebbe arrivare tramite un emendamento al Decreto-sviluppo e farà seguito all’allarme lanciato da Emma Marcegaglia giovedì scorso nel corso dell’Assemblea 2011. Il presidente di Confindustria, infatti, aveva manifestato forti preoccupazioni sulla possibilità concessa alle banche di derogare “strada facendo” alle regole fissate dal Testo unico delle norme bancarie sulle modifiche unilaterali riguardanti i finanziamenti.
Gli addetti ai lavori sono dunque alla ricerca della strada ideale che possa rendere la modifica al Decreto accettata da tutti. Ci sono da tutelare gli interessi di banche ancora in stato di allerta per via del momento economico non semplicissimo, ma anche di Pmi che potrebbero veder modificate, da un momento all’altra e senza preavviso, le condizioni del proprio mutuo.
Naturalmente le aziende sono spaventate dal possibile aumento degli interessi. Eventualità, questa, che verrebbe eliminata con la modifica al Decreto-sviluppo alla lettera g) comma 5 articolo 8, secondo la quale “ai contratti in corso alla data di entrata in vigore del decreto sviluppo, stipulati con soggetti che non siano consumatori o micro-imprese, le banche e gli intermediari finanziari, entro il 30 giugno 2011 comunicano le modifiche apportate ai contratti di lunga durata”.
Questo punto si completa, inoltre, con la modifica che diviene definitiva se trascorrono 60 giorni senza che il cliente decida di recedere dal contratto stipulato con la banca.
Si va invece verso contratti in cui vengano esplicitamente segnalate le parti modificabili, ovvero i casi in cui è possibile rivedere le condizioni del finanziamento a partire dai tassi di interesse.
di Matteo Aldamonte
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